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23 luglio 2017 Commenti (0) Visualizzazione: 576 Stelle in evidenza, in primo piano, Novità dalla ricerca, Salute

TRIFOGLIO ROSSO PER COMBATTERE I SINTOMI DELLA MENOPAUSA

DA UMILE PIANTA PORTAFORTUNA A EFFICACE RIMEDIO CONTRO INSONNIA, VAMPATE & CO.
IN MENOPAUSA

Oggi in Italia oltre 250.000 donne utilizzano gli isoflavoni, di origine naturale, per controllare i sintomi più o meno gravi della menopausa: dalle vampate ai disturbi del sonno e della libido, dall’osteoporosi al rischio cardiovascolare.
I Fitoestrogeni – alternativa naturale sicura alla TOS, la terapia ormonale di sintesi- rappresentano il futuro delle terapie per la menopausa e l’andropausa.

Infatti,  il famoso studio della Women’s Health Initiative, che dal 1991 seguì oltre 160.000 donne in post-menopausa,  ha scoperto una relazione tra l’uso degli estrogeni di sintesi e l’aumento del rischio di cancro al seno. Negli ultimi anni, alcune ricerche scientifiche hanno confermato la validità degli ISOFLAVONI, molecole naturali ad effetto simil-estrogenico: i  fitoestrogeni sembrano, infatti, avere un effetto neutro rispetto alla proliferazione cellulare se non addirittura un effetto protettivo rispetto al cancro alla mammella.

Importanti ricerche, alcune effettuate anche in Italia, hanno evidenziato gli effetti benefici  degli isoflavoni del trifoglio rosso nel periodo della menopausa, addirittura fino a 45 volte più “potenti” della soia. Inoltre, i fitoestrogeni del Trifoglio Rosso pratense, un tempo umile pianta “porta fortuna”, sarebbero in grado di ridurre la proteina che presiede alla mobilità e alla capacità di migrazione delle cellule tumorali, riducendo il rischio di metastasi e recidive. Da ricordare, infatti, che oggi non si muore più di cancro al seno, ma di metastasi in altri organi distanti e, dunque, di recidive; per questo è importante tenerle sotto controllo, ed evitare di assumere sostanze che possano contribuire ad aumentare il rischio. Uno studio del 2009 effettuato su 1954 donne operate di cancro alla mammella e seguite oltre 6 anni con un’integrazione di isoflavoni ha riportato una riduzione del 40% delle recidive (N.GHUA et Al. Breast Cancer Res Treat, 2009).

Esiste inoltre una relazione diretta tra menopausa e rischio cardiovascolare.

Che conferma la valenza anti-colesterolo degli isoflavoni.  La terapia sostitutiva con fitoestrogeni di trifoglio rosso, iniziata fin dall’esordio dei primi sintomi della menopausa, grazie all’elevata capacità di produzione di ossido nitrico, ottimo vasodilatatore e antinfiammatorio, da parte degli isoflavoni, abbassa il rischio di eventi cardiovascolari del 40 – 45%, se attuata prima che la struttura dei vasi sanguigni si modifichi a causa delle placche aterosclerotiche. Se, infatti, in età fertile, è l’attività degli estrogeni a proteggere le donne dall’accumulo dei lipidi nel sangue e dalla conseguente formazione di placche aterosclerotiche, quando si entra in menopausa, e il livello degli estrogeni cala significativamente, gli isoflavoni hanno effetto analogo a quello degli estrogeni, continuando a contrastare l’accumulo lipidico.

Ecco perché molti ginecologi utilizzano integratori di Trifoglio Rosso pratense


Molti medici  lo usano per ridurre ed attenuare i sintomi più “leggeri” della menopausa –le famigerate vampate-, ma anche per ripensare la salute globale delle donne in un momento di particolare fragilità per via del rischio cardiovascolare e dell’osteoporosi, soprattutto su quelle donne che non possono o non vogliono servirsi della TOS.

 

Testo di Roberta Ceudek

 

 

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