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8 giugno 2018 Commenti (0) Visualizzazione: 125 Stelle Alimentazione, Le notizie della settimana, News, Salute, Salute

ALIMENTAZIONE SANA: 7 ITALIANI SU 10 HANNO LE IDEE CONFUSE

Secondo uno studio dell’Andid  (Associazione Nazionale Dietisti) la maggior parte degli italiano non sa scegliere i cibi di qualità

Il food invade la TV e domina il web, rivoluzionando la nostra relazione con il cibo e le scelte alimentari. Una grande mole di informazioni ‘a portata di click’, sempre più emozionali, improntate ai concetti di bellezza e salutismo ad ogni costo, dominate da falsi miti e soluzioni prive di evidenze scientifiche che mettono a rischio la salute dei cittadini. Anche perché 7 italiani su 10 mostrano uno scarso livello di alfabetizzazione alimentare, nel 19% dei casi addirittura inadeguato. A delineare questo scenario è l’ANDID, l’associazione nazionale dei dietisti, nel corso di un evento che si è svolto ieri a Roma, alla presenza di esponenti di istituzioni sanitarie e società scientifiche, per sottolineare l’urgenza di riportare al centro del dibattito pubblico il tema della cultura alimentare, riconducendo il discorso sul cibo su basi scientifiche e di qualità.

Da un’indagine realizzata da ANDID con l’Università di Messina*, che ha analizzato il racconto del cibo sul web, gli italiani, padri della dieta mediterranea, appaiono sempre più confusi e disorientati, focalizzati su un paradigma alimentare che ruota intorno alle calorie e ai singoli nutrienti, piuttosto che su un modello globale di stile di vita.

Predomina l’orientamento a una dietetica del sì/no che promuove super-cibi miracolosi o, al contrario demonizza alimenti killer, ma anche una dietetica per slogan che induce al sovra-consumo di alimenti “senza” (grassi, zuccheri, glutine) e “con” (fibre, vitamine), nel tentativo di assecondare l’ossessione del cibo sano e della forma fisica. Uno scenario ancora più preoccupante se si considera che oltre il 70% della popolazione possiede uno scarso livello di alfabetizzazione alimentare, che si traduce nell’incapacità a scegliere correttamente il cibo e comprendere le scelte di consumo, messo in evidenza da un altro studio ANDID su un campione di oltre 1000 italiani. Solo poco più del 4% degli intervistati possiede buone conoscenze nutrizionali. La situazione più critica riguarda gli anziani, anche come riflesso della crisi economica, e in generale i soggetti meno abbienti e con più basso livello di istruzione.

“È solo con la professionalità che si può contrastare la disinformazione e promuovere consapevolezza e responsabilità nelle scelte di salute, anche sfruttando le opportunità offerte dalla Rete”,  dichiara Marco Tonelli, presidente ANDID. “I dati emersi dagli studi – prosegue – evidenziano la necessità che l’alimentazione torni ad essere una priorità nelle politiche sanitarie e dell’istruzione, strategia fondamentale per limitare le disuguaglianze e migliorare le condizioni di salute della popolazione, con ricadute positive anche sulla riduzione dei costi sociosanitari”.

In conclusione, vince nella comunicazione online, ma anche dei media in genere: l’idea che mangiar sano equivalga a sacrificare il gusto e il piacere della buona tavola, e che quindi seguire uno stile alimentare salutare sia un obiettivo difficile da raggiungere; la classificazione gli alimenti in “buoni” o “cattivi”, ritenendo che siano i singoli nutrienti ad avere effetti diretti sulla salute (ad es. uova = colesterolo); la dietetica dei “senza” (senza grassi, senza zuccheri, ecc.) e “con” (con fibre, con l’aggiunta di vitamine, ecc.), nel tentativo di assecondare l’ossessione del cibo sano (healthy food).

Per altre info: Associazione Nazionale Dietisti – Andid.it

*Lo studio è stato promosso da ANDID insieme al Centro universitario per le ricerche sulla sociologia del diritto, dell’informazione e delle istituzioni giuridiche (CIRSDIG) dell’Università di Messina.

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