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10 Luglio 2015 Commenti (6) Visualizzazione: 1518 Stelle in evidenza, Le notizie della settimana

Malasanità? Parlatene con il nostro avvocato

Non sapete a chi rivolgervi in caso di diagnosi errate o cure non adeguate ad un problema di salute importante? Ecco i consigli del nostro avvocato. Basta mandare le vostre domande per sapere subito che cosa fare…

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6 Domande su Malasanità? Parlatene con il nostro avvocato

  1. Chiara M. (52 anni) ha detto:

    Ho eseguito una pet per valutare, dopo un’operazione di tumore, se era andato tutto ok o c’erano delle recidive. Il risultato è stato tremendo: linfonodi sparsi ovunque. Mi è caduto il mondo addosso. A casa riprendo il foglio del referto e mi accorgo che, anche se il mio nome e il mio cognome sono corretti, la data di nascita non combacia con la mia. Mi informo e scopro che sono stati scambiati i referti. Si scusano, ma è un errore che poteva cambiare il corso della mia vita: come posso rivalermi?

    • Avv. PAOLA TUILLER ha detto:

      Lo scambio di referti è un caso di errata diagnosi. Nella situazione che descrivi però il danno non esiste perché ti sei accorta immediatamente dello scambio e quindi non hai subito interventi o terapie invasive determinati dall’errore, né hai avuto una sofferenza psichica depressiva riconducibile al fatto.

      Nelle cause civili è, infatti, necessario che ci sia un danno (nel tuo caso, un’operazione non necessaria o una cura non dovuta che avrebbero potuto creare danni al tuo fisico oppure uno stato di depressione permanente o temporanea causata da una diagnosi sbagliata). L’immediata presa di coscienza dell’errore da parte tua non ha permesso si determinassero conseguenze dannose come quelle descritte, ma può aver comunque prodotto un personale, comprensibile e grave turbamento. Ma su cui non puoi rivalerti nei confronti dell’Ospedale.

    • La Redazione ha detto:

      Lo scambio di referti è un caso di errata diagnosi. Nella situazione che descrivi però il danno non esiste perché ti sei accorta immediatamente dello scambio e quindi non hai subito interventi o terapie invasive determinati dall’errore, né hai avuto una sofferenza psichica depressiva riconducibile al fatto.

      Nelle cause civili è, infatti, necessario che ci sia un danno (nel tuo caso, un’operazione non necessaria o una cura non dovuta che avrebbero potuto creare danni al tuo fisico oppure uno stato di depressione permanente o temporanea causata da una diagnosi sbagliata). L’immediata presa di coscienza dell’errore da parte tua non ha permesso si determinassero conseguenze dannose come quelle descritte, ma può aver comunque – verosimilmente – prodotto un personale comprensibile e grave turbamento. Ma su cui non puoi rivalerti nei confronti dell’Ospedale.

    • La Redazione ha detto:

      Cara Chiara, le mandiamo la risposta del nostro avvocato a breve. Grazie. La redazione

  2. Roberto C. (51 anni) ha detto:

    Per un errore medico (con scambio di cartelle) mi hanno consigliato una terapia molto invasiva contro un nodulo (che non era maligno). Il mio medico curante se n’è accorto subito, quindi non ho iniziato la chemio. Vorrei denunciarli…

    • AVV. PAOLA TUILLER ha detto:

      Il danno da sofferenza psicologica, nonostante l’assenza della patologia, deve essere  provato con certificazione rilasciata da uno psichiatra e/o da uno psicologo che attestino, per esempio, una sindrome depressiva permanente a seguito della comunicazione errata di un male grave. E’ una voce di danno risarcibile grazie a una pronuncia dalla Cassazione del 2007 (Cass. sent. 1551 del 24.01.2007); pertanto il danno subito in termini di stress psichico, nonché l’eventuale danno alla vita sociale e lavorativa, come voci del danno morale, prive di rilievo medico legale, possono essere  liquidate in base al tempo in cui  si è  vissuto con tale erronea convinzione.

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