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16 Novembre 2015 Commenti (0) Visualizzazione: 3045 Stelle Alimentazione, in evidenza

SALUTE- REFLUSSO ESOFAGEO: dieta e consigli contro l’acidità di stomaco

Nei cambi di stagione il reflusso esofageo peggiora. Per questo occorre fare molta attenzione all’alimentazione, ma non solo… Ecco i consigli del dottor Marco Missaglia, Specialista in  Scienza dell’Alimentazione e Dietologia, per combattere l’acidità di stomaco (che può causare anche aritmie e dolori al petto).

” Per chi soffre di reflusso gastroesofageo, i momenti peggiori dell’anno sono proprio l’autunno e la primavera. I sintomi si acutizzano e occorre quindi agire su tre fronti: l’alimentazione giusta per ridurre l’acidità di stomaco, correggere alcune abitudini quotidiane e, infine, farsi consigliare una cura mirata (ma per brevi periodi) con  farmaci ad hoc” afferma il dottor Marco Missaglia.

Per combattere il reflusso, ci sono 7 regole da seguire:

– Mangiate poco e spesso; no, ai pasti abbondanti. Ok a pasti leggeri e a tanti spuntini.

– Evitate  di indossare indumenti troppo stretti.

– Non sedetevi subito in poltrona dopo i pasti. Così come è sconsigliata la pennichella. Meglio uscire e fare una passeggiata di mezz’ora. Si può riposare, ma a digestione avvenuta (dopo circa due ore).

– No agli alimenti acidi: come agrumi (compresi kiwi, ananas) e pomodori. Da ridurre cibi fritti e grassi, cioccolato, alcolici e latticini. Inoltre, tè, caffè e menta.

– La frutta meglio mangiarla lontano dai pasti, in modo che non fermenti. Inoltre, per chi soffre di reflusso meglio la verdura cotta ( grigliata o bollita), rispetto a quella cruda che aumenta l’acidità dello stomaco.

– Attenzione anche a come dormite: il letto va rialzato nella zona dove appoggia la testa di almeno di 5-10 centimetri ( provate a sollevare la testiera mettendo degli spessori sotto la base del letto). Inoltre, meglio dormire sul fianco sinistro, per evitare il ritorno dell’acido verso l’alto.

– È importante monitorare il reflusso per prevenire aritmie o problemi cardiaci: in alcuni casi,  provoca addirittura delle fibrillazioni atriali. In questi casi, ma anche quando il reflusso diventa importante  è necessaria la visita da un gastroenterologo, seguita da una terapia farmacologica appropriata.

 

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