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23 Febbraio 2016 Commenti (0) Visualizzazione: 1118 Stelle in evidenza, Salute

CALO DELLE VACCINAZIONI: PER GLI IMMUNOLOGI NON BISOGNA ABBASSARE LA GUARDIA

Le vaccinazioni in Europa stanno calando. Ma secondo l’Associazione Mondiale per le Malattie Infettive e i Disordini Immunologici (WAidid), riunitasi a Milano, ecco le linee guida per proteggere la salute di grandi e piccini.

L’aderenza alle vaccinazioni in Europa sta calando, Italia compresa, complice anche alcuni allarmismi ingiustificati (come per esempio, la correlazione tra vaccinazione contro il morbillo e autismo) che allontana da questa forma di difesa da importanti malattie infettive. Per ribadire l’importanza, l’utilità e l’efficacia delle vaccinazioni, al 1° Congresso Internazionale dell’Associazione Mondiale per le Malattie Infettive e i Disordini Immunologici (WAidid), a Milano, sono state presentate le Linee guida europee sulle vaccinazioni per adulti e anziani: difterite, tetano, pertosse, influenza, malattie pneumococciche, zoster. Sono state redatte da un pool di esperti internazionali.

 

SI ALLE VACCINAZIONI ANTI-INFETTIVE – Non solo ai bambini. Le vaccinazioni contro le malattie infettive sono raccomandate anche agli adulti, specie dai 65 anni in su, quale prevenzione contro possibili contagi, favoriti dall’indebolimento delle difese immunitarie. «Le vaccinazioni – spiega la Prof.ssa Susanna Esposito, presidente WAidid – sono fondamentali per prevenire anche gravi complicanze indotte dai virus e ridurre il loro impatto sul declino funzionale collegato all’avanzamento dell’età, con benefici evidenti sulla qualità della vita e il contenimento dei costi sanitari».

 

LE QUATTRO VACCINAZIONI CONSIGLIATE ALLA TERZA ETA’
Ma quali vaccinazioni fare per garantirsi anni maturi, non a rischio ‘infettivo’? In Italia si raccomandano quattro vaccinazioni. Eccole:

  • Difterite, Tetano, Pertosse (DTp): da effettuarsi ogni 10 anni.
  • Influenza: da ripetersi ogni anno, specie se si è affetti da patologie croniche.
  • Malattie pneumococciche: sono disponibili per gli adulti due vaccini antipneumococco, efficaci e ben tollerati: il PPV23 e il PCV13. È possibile eseguirli insieme al vaccino antinfluenzale, senza necessità di un richiamo.
  • Zoster: anche per questo vaccino non è richiesta una dose di richiamo. Lo zoster è un virus particolare, cui bisogna stare attenti, perché rimane latente dopo la varicella (a tal punto che in Europa, ogni anno, si registrano più di 1.7 milioni di nuovi casi in tutte le fasce di età), ma con probabilità maggiori fra gli anziani, i più esposti anche a possibili ripercussioni. Per esempio la nevralgia post-erpetica da herpes zoster. Non può essere fatto in caso di malattie del sistema immunitario.

 

IL “CASO” VARICELLA – Contro la varicella si pensa a una strategia di vaccinazione universale, affinché venga eseguita in età pediatrica e in tutti Paesi del mondo a causa di eventuali gravi complicanze (specie in soggetti immunocompromessi, donne in gravidanza, neonati e anziani). Ogni anno la varicella registra, infatti, circa 500 mila nuovi casi tra bambini (1-4 anni) e ragazzi fino a 14 anni ed espone il 10% della popolazione adulta (tra i 20 e i 40 anni), che non ha ancora contratto il virus, al rischio di ammalarsi.
«La vaccinazione universale – dichiara il Prof. Giovanni Gabutti, Vicedirettore del Dipartimento di Scienze Mediche dell’Università degli Studi di Ferrara –  è l’unico strumento in grado di prevenire la trasmissione e la circolazione del virus della varicella,». In Italia la vaccinazione universale è proposta gratuitamente in 12 Regioni su 20, fra queste Puglia, Toscana, Veneto, Sicilia, Basilicata, Calabria, Sardegna e Friuli Venezia Giulia, in aggiunta alla somministrazione del vaccino trivalente (MPR) o attraverso il vaccino quadrivalente. «La vaccinazione con due dosi – conclude il professore – è l’unica proposta in Italia: la prima dose va eseguita tra il 13 ed il 15esimo mese di vita e la dose di richiamo a 5/6 anni; entrambe sono necessarie per evitare o ridurre al minimo il rischio di insuccessi vaccinali».

 

Testo di Francesca Morelli

 

 

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