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L’INTOLLERANZA A UN CIBO FA INGRASSARE

by La Redazione

Può un’intolleranza alimentare ai latticini oppure ai pomodori far ingrassare? Ecco la risposta della nostra esperta, la dott.ssa  Jessica Barbieri, biologa e nutrizionista.

“Grazie a nuovi strumenti diagnostici è possibile accertare se il nostro organismo è “sensibile” a un alimento particolare o un gruppo specifico. I sintomi da intolleranza si cronicizzano nel tempo poiché, senza saperlo, continuiamo ad assumere alimenti (apparentemente innocui, ovviamente) che non sono “tollerati” dal nostro organismo. Questo provoca sintomi fastidiosissimi come: gonfiore addominale, stipsi, diarrea, stanchezza cronica, cefalea, reflusso, ecc. Ma soprattutto un’ infiammazione generale dell’organismo” afferma la dott. Jessica Barbieri, biologa e nutrizionista dell’Istituto di Medicina Biologica di Milano.

L’INTOLLERANZA A UN CIBO FA INGRASSARE?
Se il nostro corpo è “intossicato” aumenta di peso…

“Quando c’è un processo infiammatorio in atto, il corpo accumula liquidi e tessuto adiposo. Tradotto: ci si sente più gonfi e pesanti. E la bilancia lo dimostra! Possiamo quindi dire che le intolleranze alimentari contribuiscono a creare uno stato infiammatorio generale che può agevolare l’aumento di peso e/o bloccare il dimagrimento” afferma Barbieri.
Cosa fare per capire quali sono gli alimenti che ci fanno “lievitare”?
“Innanzitutto è bene eseguire un test per le intolleranze alimentari adeguato. Ve ne sono diversi, il migliore è sicuramente quello con la più alta ripetibilità e una metodica di laboratorio scientifica. A tal proposito sono stati fatti negli ultimi anni passi da gigante, ma il consiglio migliore è sicuramente quello di affidarvi a un nutrizionista esperto. Una volta scoperto qual è il gruppo alimentare o i gruppi alimentari non tollerati, il vostro professionista di riferimento vi aiuterà a seguire un’alimentazione corretta e personalizzata sulla base delle vostre intolleranze”.
A quali gruppi alimentari si può essere intolleranti? “Gruppo del glutine, dei latticini, del nichel o dei salicilati (alimenti che contengono acido salicilico) e dei lieviti. Qualunque sia il gruppo alimentare coinvolto, in una prima fase vi sarà una parziale eliminazione e una successiva reintroduzione controllata in modo di aiutare il vostro organismo a recuperare la tolleranza perduta. Si tratta di una sorta di “disintossicazione” che ridurrà l’infiammazione con conseguente ripresa del metabolismo.
Togliendo gli alimenti a cui si è intolleranti e introducendoli per 1-2 giorni a settimana, si dimagrisce?  “Oltre a non sentirsi più gonfi e stanchi, c’è una perdita dei chili di troppo soprattutto nel girovita” conclude la dottoressa Barbieri. Mica male!!!

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