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25 Novembre 2016 Commenti (0) Visualizzazione: 1349 Stelle in evidenza, News, Salute

25 NOVEMBRE: GIORNATA CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE

I dati sul femmicidio sono impressionanti. Così come sono in aumento le violenze verbali e fisiche degli uomini contro mogli, compagne, ex fidanzate, colleghe. Per questo, il 25 novembre è importante ricordare a tutti che “la violenza sulle donne è un problema degli uomini”. Ma l’educazione al rispetto parte dalle donne…

Per l’OMS, l’Organizzazione Mondiale della Sanità, la violenza sulle donne sta diventando “un problema di salute di proporzioni globali enormi”: colpisce un terzo delle donne nel mondo. Infatti, una donna su 3 subisce nel corso della vita qualche forma di violenza. La più comune è quella domestica: il 38% dei femminicidi sono commessi dal partner. Anche in Italia, la situazione è  piuttosto preoccupante. Come confermato dal Simposio, domenica 20 novembre, all’Ambrosianeum di Milano, dai principali rappresentati della Magistratura e delle Forze dell’Ordine, dai Comitati cittadini e dalle Associazioni  lombarde. La violenza contro le donne ha mille sfaccettature: da quella fisica e sessuale alla più sottile violenza psicologica, economica, lavorativa, razziale. Ecco perché. “il 25 novembre deve essere celebrato anche negli altri 364 giorni dell’anno!”, come afferma il magistrato Fabio Roia, Presidente della Sezione penale del Tribunale di Milano.

Come  fermare quest’escalation di violenza? “Parlare! Denunciare!”. Questo è l’urlo che deve uscire dalle bocche delle tante, troppe donne che continuano a tacere. La violenza va denunciata. Immediatamente. Da chiunque ne prenda atto: parenti, conoscenti, vicini di casa… Insomma, da chiunque ne venga a conoscenza.

Sono impressionanti anche le storie raccontate dalla Dott.ssa Manuela Samek Lodovici, Presidente dell’IRS (Istituto per la Ricerca Sociale): la maggior parte delle violenze avvengono all’interno della famiglia, per lo più per mano del partner o di ex partner e si sviluppano attraverso una escalation di episodi sempre più gravi e mai isolati. Atti estremi quali l’omicidio hanno alle spalle anni di vessazioni impunite, in un crescendo criminale.

INSOMMA, IL MONDO MALTRATTA ANCORA LE DONNE: ECCO I DATI SU CUI RIFLETTERE (Indagine Istat, 2014) 

Sono quasi 7 milioni le donne italiane di età compresa tra i 16 e i 70 anni che hanno subito violenza fisica o sessuale nel corso della loro vita. Si tratta di un terzo delle donne del nostro Paese!

  • 4 milioni di donne hanno subito violenze psicologiche da parte del partner attuale
  • 3,5 milioni sono state vittime di stalking
  • Ogni 2 giorni avviene un femminicidio: una donna è uccisa nell’ambito familiare da parte di partner o ex partner. Sono numeri impressionanti!

Sempre la stessa indagine dipinge l’identikit della donne più a rischio di violenza in Italia:

  •  51,4% delle donne è separata o divorziata
  •  35,4% ha dai 25 ai 44 anni
  • 42,5% è istruita e ha una buona posizione professionale o cerca lavoro

Inoltre, sono vittime di violenza anche le donne straniere, le disabili e le lavoratrici, da parte di partner che fanno uso di alcol o sostanze stupefacenti. I partner che maltrattano, inoltre, sono stati abusati o hanno assistito a violenze nei loro primi 16 anni di vita.

Incredibile ancora il tasso di omertà sugli abusi: la violenza domestica viene denunciata alle Forze dell’Ordine solo dal 12% delle donne che la subiscono…

Per fortuna, oggi c’è una maggiore consapevolezza femminile:  il 30% delle donne considera la violenza subita da un partner o un ex partner un reato (nel 2006 soltanto il 14%) ed è aumentata la quota di donne che ne parla con qualcuno. Purtroppo, soltanto il 4,9%, si rivolge a centri specializzati. Ancora meno le donne che denunciano le violenze subite dai propri partner o ex.

Drammatico anche l’impatto della violenza di genere sulla salute della donna. Come fa notare la Dott.ssa Alessandra Kustermann, Direttore UOC Pronto Soccorso Ostetrico/Ginecologico e Responsabile Soccorso Violenza Sessuale e Domestica, Fondazione IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico di Milano, dal 2000 la violenza viene finalmente vista come un problema di salute pubblica, del quale l’intero sistema sanitario deve prendere atto.

Delle donne vittime di violenza: il 38% è stata materialmente ferita da partner o ex partner; il 36% ha temuto per la propria vita o per quella dei propri cari. Elevatissime le ricadute sul fronte psicologico e comportamentale: grave l’incidenza in termini di ansia, angoscia e fobie; il 47% soffre di attacchi di panico; il 53% perde fiducia in se stessa; il 46% si sente disperata e impotente; il 46% ha disturbi del sonno e dell’alimentazione; il 40% cade in depressione; il 12%, infine, ha compiuto atti di autolesionismo e avuto idee suicide.

Impressionante anche la stima dei costi economici: la violenza sulle donne è costata allo Stato 17 miliardi di euro, pari ad oltre l’1% del PIL italiano. L’equivalente di una strage di ben 11mila persone o il costo (triplicato) degli incidenti stradali in un anno, in Italia.

Cosa fare, dunque? Quali passi percorrere per affrontare al meglio questa calamità?

La parola d’ordine è prevenire, per non dover arginare e reprimere poi. Sensibilizzare ed educare non soltanto gli operatori, ma l’intera opinione pubblica, a partire dai giovani, dalle scuole. Formare, offrire corsi multidisciplinari per ampliare e perfezionare le proprie competenze. Coordinarsi, fare rete.
Inoltre, è fondamentale l’accoglienza, come afferma Silvia Belloni, avvocato del Foro di Milano. La donna difficilmente si rende conto dei rischi a cui va incontro, per anni subisce aggressioni e violenze quotidiane. Esiste, però, una rete antiviolenza che può aiutarla a uscire dalla spirale di soprusi e violenze, per esempio: il Telefono Donna attivo 24 ore al giorno 7 giorni su 7, numerose associazioni, lo Sportello della Regione, il Comitato Regionale per le Comunicazioni, i Servizi Sociali, il personale sanitario degli ospedali e i medici di famiglia, le Forze dell’Ordine e tutto il sistema legale e giudiziario che comprende avvocati, pubblici ministeri e giudici. In Lombardia, come ricorda Carolina Pellegrini consigliera alle Pari Opportunità Regione Lombardia, la legge regionale dell’11/07/2012 ha costituito una rete regionale antiviolenza collegando enti e istituzioni e nel 2015 è stato attivato un piano quadriennale contro la violenza.

Avanti così a difesa della donna! Per non abbassare la guardia, questo fine settimana in tutta Italia sono previste moltissime manifestazioni e incontri. A Milano, in programma la proiezione, il 25 novembre allo  Spazio Oberdan di Milano (ore 18.45), delle immagini toccanti tratte dal docu-film “Wall of Dolls”, Il Muro delle Bambole contro il Femminicidio, realizzato da Jo Squillo.

 

Testo di Maria Viggiani, giornalista pubblicista

 

 

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