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15 Novembre 2016 Commenti (0) Visualizzazione: 4642 Stelle in evidenza, Salute

TENDINITE DA MOUSE: quando il pollice e il polso vanno in tilt

Trascorrere molte ore al computer, utilizzando a lungo il mouse, può causare una tendinite che può mettere ko l’articolazione della mano. Purtroppo ne soffrono 3 persone su 10, ma può essere risolta con i consigli e le cure dell’ortopedico

Un movimento innaturale: è questa la causa principale che infiamma il tendine abduttore, cioè il prolungamento del muscolo che consente il movimento del pollice. Succede, quando viene troppo sollecitato dai continui clic sui tasti del mouse, con la punta delle dita. Questo impercettibile movimento, sembrerebbe non arrecare danni, ma costringe il braccio che utilizza il mouse ad assumere una posizione immobile, rigida, che produce tensioni che vanno a scaricarsi sul polso. Il risultato: dolore all’articolazione, a volte accompagnato da gonfiori  della zona sottoposta a stress (che coinvolge anche la guaina di scorrimento del tendine), formicolii e perdita della sensibilità. Quest’infiammazione, chiamata anche Tenosinovite di De Quervain, colpisce le persone che lavorano tante ore davanti al computer, impiegati, disegnatori, giornalisti, programmatori, e soprattutto donne super connesse e “tecnologiche”. «Nel 10% dei casi – precisa il dott. Carlo Felice De Biase, ortopedico e responsabile dell’Unità Operativa Semplice Chirurgia Ortopedica e Traumatologica Arto Superiore dell’Ospedale San Carlo di Nancy di Roma – il problema interessa le giovani  donne che, di solito, hanno il polso sottile e dunque maggiormente sensibile all’innaturalità di queste sollecitazioni».

 

COME SI PREVIENE LA TENDINITE?

La prima regola: bisogna muoversi di più. La vita sedentaria può fare la differenza persino nei polsi; muscoli ben allenati possono mettere al riparo anche da questi rischi tecnologici. «E’ consigliato praticare sport che rafforzano i muscoli dell’avambraccio, come il tennis – aggiunge lo specialista – o alcuni esercizi mirati a potenziare questa zona delicata, per prevenire dolori e infiammazioni».
Seconda regola: fare delle pause al computer per interrompere la serie dei clic con il mouse, facendo dei semplici esercizi davanti al pc: «Possono aiutare a distendere il polso – consiglia De Biase – le rotazioni in senso orario e anti orario della mano che rilassano e distendono l’articolazione». Anche la posizione del corpo ha la sua importanza: attenzione a come ci si siede, la schiena deve essere dritta, le spalle rilassate, la testa in linea con il busto (e non proiettata avanti), i piedi aderenti a terra, gambe perpendicolari al pavimento, avambracci ben appoggiati alla scrivania. Se necessario, per aiutare il polso a distendersi, è possibile posizionare sul piano di lavoro anche un solleva-polso, anch’esso ergonomico.

 

LE SOLUZIONI PER RISOLVERLA VELOCEMENTE 

Per prevenire (ma anche per risolvere prima) la tendinite, è necessario sostituire il classico mouse con uno ergonomico; ce ne sono di ogni tipo, colore e forma, per destri e mancini. L’importante è che sia leggermente tondeggiante, in grado di adattarsi perfettamente al palmo della mano e di ridurre al minimo le sollecitazioni del nervo. «Anche se si possiede un mouse ergonomico – aggiunge De Biase – durante la giornata lavorativa occorre fare delle pause e utilizzare il più possibile la tastiera».

 

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Poi è bene indossare un tutore, specie in fase acuta, per immobilizzare e tenere a riposo il pollice e il polso, alleviando così le tensioni e il dolore. Se necessario si può ricorrere a degli anti-infiammatori non steroidei (FANS), come ibuprofene, nimesulide, ketoprofene (da assumere sempre dietro prescrizione medica), i quali insieme alla borsa del ghiaccio e alla sospensione di tutte le attività che acuiscono le tensioni sul polso, riescono di norma a decongestionare l’infiammazione e a risolvere il problema in una settimana. «Ci sono casi, inoltre, in cui il dolore – conclude l’ortopedico – può continuare a persistere ed è necessario intervenire con cure mirate e più invasive. Per esempio, infiltrazioni di cortisone, ultrasuoni o terapie che generano calore, ionoforesi per velocizzare la guarigione».

La chirurgia è un evento piuttosto raro: l’intervento è comunque rapido (dura all’incirca una decina di minuti), si attua in day hospital e richiede una minima incisione, quindi cicatrici poco visibili, mentre la convalescenza è piuttosto lunga e richiede un po’ di pazienza.

 

Testo di Francesca Morelli (giornalista pubblicista)

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