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24 Marzo 2017 Commenti (0) Visualizzazione: 915 Stelle in evidenza, La parola ai teen, SOS Adolescenti

PSICOLOGIA: RAGAZZI E DEPRESSIONE

Come capire se un adolescente è depresso? Ecco i segnali, le cause e i consigli dello psicoterapeuta ai genitori

Un figlio triste, demotivato, che si chiude in camera, è spesso motivo di preoccupazione per molti genitori. Ma come si fa a capire se si tratta di depressione o di un momento di tristezza, tipico dell’adolescenza?
Gli psicologi affermano che basta osservare i propri figli con attenzione per capirlo. Per esempio, se la tristezza è collegata a un evento particolare si risolve di solito nel giro di pochi giorni. Mentre se i ragazzi appaiono infelici e svogliati per mesi può trattarsi di depressione. Specie se è collegata ad altri segnali, quali: l’isolamento, la svogliatezza anche nei confronti dello sport (oltre allo studio), il consumo di spinelli o di alcol, che vengono usati dai ragazzi per superare periodi di forte criticità. Ma non solo, per avere qualche informazione utile in più ci siamo rivolti al dottor Sergio Perri, psicoterapeuta specializzato nelle problematiche adolescenziali e nella genitorialità (guardate anche la sua video-intervista).

Dott. Perri, come si riconosce la depressione in un adolescente? 

Di solito i ragazzi danno dei segnali netti sul loro stato d’animo. Per esempio, un ragazzino depresso inizia ad andare male a scuola; il ruolo di studente perfetto gli va stretto. Inoltre, con il calo del rendimento scolastico, il ragazzo perde interesse anche per tutte quelle attività che prima amava (lo sport, uscire con gli amici, ecc). Insomma, la tristezza lo attanaglia e lo accompagna per un periodo lungo… (settimane e poi mesi). Questo accade, anche negli adulti, quando non si riesce ad affrontare e a superare un dolore. Il ragazzo si sottrae a un confronto con gli altri, si isola nella sua camera da letto, non parla. Spesso fa anche uso di droghe leggere, come gli spinelli: questo è un segnale importante, per i genitori, che conferma uno stato depressivo in atto. Anche l’alcool e la ribellione sono altri mezzi, usati dall’adolescente, per affrontare difficoltà e dolori. Il profondo malessere spinge ad isolarsi o ad “anestetizzarsi”,  rifiutando il confronto con i genitori e il mondo esterno.

 I motivi più frequenti che possono portare alla depressione?

Solitamente sono cause “esterne”, ossia situazioni e persone che possono mettere in crisi gli adolescenti. Per esempio, una delusione d’amore, ma anche atti di bullismo, cattivi rapporti con gli insegnanti (non si sentono compresi o addirittura perseguitati da un prof…). Ma possono essere scatenati anche da problemi “interni”:  cattivi rapporti con uno o entrambi i genitori, difficoltà a superare la loro separazione, paura di crescere, un lutto. Può succedere, infatti, che la depressione sia collegata alla difficoltà di un figlio ad esprimere il proprio malessere ai genitori. Soprattutto, se i genitori sono affranti e infelici. I ragazzi, specie nei confronti del genitore a cui sono più legati, possono avere un atteggiamento protettivo; quindi, per evitargli ulteriori sofferenze non manifestano le loro paure e tristezze. L’adolescente rischia così di chiudersi a riccio con il proprio dolore.

Cosa possono fare i genitori?

La ricetta che funziona è sempre la stessa: invitare i ragazzi a un dialogo sincero. Per farlo ci vuole però tanta pazienza; non si può pretendere che i ragazzi vuotino il sacco in una sola volta. Occorre, quindi, trovare tutti i giorni un momento tranquillo da dedicare ai figli per parlare in modo chiaro e sincero. Per ascoltare i ragazzi, senza cellulari, tv e computer accesi. E avere molta pazienza: occorre del tempo prima che tirino fuori i motivi del loro disagio. Occorre, inoltre, ricordare che se la depressione
è  scatenata dalla scuola, da un amore, dall’incapacità di ritagliarsi un proprio spazio indipendente, è importante che l’adolescente non sia investito anche dai problemi e dalle aspettative dei suoi genitori.
Quindi, madre e padre devono riuscire ad accompagnare i propri figli in questa delicata fase di crescita  fisica, psicologica ed emotiva. Aiutarli a diventare autonomi e indipendenti. E in grado di affrontare le difficoltà della vita, senza drammi o eccessive aspettative. Ricordiamoci che un adolescente depresso sarà un adulto depresso.

PER ALTRE INFO, SU PSICOLOGIA: RAGAZZI E DEPRESSIONE,
SCRIVETE al dott. Sergio Perri (perri@3goodnews.it)

 

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