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22 Maggio 2018 Commenti (0)

UN PROGETTO TRIENNALE PER FIDARSI DELL’ACQUA DEL RUBINETTO

E’ partito nel 2018 il Progetto triennale “Safe Water” della Sima per migliorare la rete e lo stato nostri acquedotti e non sprecare il nostro bene più prezioso… Aspettiamo nel 2021 i risultati

In Italia disponiamo di circa 7.841 corpi idrici superficiali, 534 grandi invasi e oltre 8.000 piccoli invasi con un consumo che è cresciuto del 600% dal secolo scorso: condizione che mette a rischio gli approvvigionamenti di acqua nei periodi estivi o in caso di scarse piogge. La Società Italiana di Medicina Ambientale (SIMA) ha presentato oggi a Roma, presso la Sala Caduti di Nassirya del Senato della Repubblica, il progetto triennnale “SAFE WATER” (2018-2020), iniziato il 22 Marzo 2018 con la diffusione del Decalogo SIMA “Family Water” (prevenzione.life/family-water) in occasione della Giornata Mondiale dell’Acqua. 
Il destino dell’uomo è intrinsecamente correlato alla disponibilità d’acqua di buona qualità. Per costruire il futuro cui aspiriamo, abbiamo bisogno di unire i contributi della natura, della scienza e dell’innovazione per raggiungere la sicurezza della risorsa idrica
”, esordisce Alessandro Miani, Presidente della Società italiana di Medicina Ambientale. “Un’adeguata gestione dell’acqua, a qualsiasi livello, dalla captazione ai rubinetti, è un problema che interessa tutti, anche per le implicazioni dirette sulla salute”, prosegue Antonio Persici, Presidente Confassociazioni Ambiente.

“Occorre comunque sottolineare che l’acqua italiana è di ottima qualità e che le acque sotterranee, che costituiscono la fonte primaria delle acque potabili, con una percentuale che sfiora l’85%, sono al 5° posto in Europa dopo l’Austria, la Svezia, l’Irlanda e l’Ungheria”, sostiene Luigi Falciola, Professore Associato di Chimica Analitica UNIMI.

Nonostante lo stato chimico delle acque Italiane sia migliore rispetto a quasi tutte le Nazioni europee, in Italia si fa un importantissimo ricorso alle acque minerali che registrano consumi in continua crescita superando i 208 litri pro-capite annui. “Si tratta del consumo più alto in Europa e terzo al mondo: ci superano solo Messico (con 264 l/pro-capite) e Thailandia (con 246 l/pro-capite). Da tale quadro emerge la necessità di informare opportunamente i cittadini per ridare fiducia alle acque potabili del nostro Paese, possibilmente avendo cura di gestire piccole manutenzioni a livello domestico, dalla sostituzione periodica dei filtri alla sanificazione dei serbatori condominiali, ove presenti”, continua Vito Felice Uricchio.

Ecco quindi i punti chiave del Progetto “SAFE WATER”:

  1. Parlare di acqua è parlare di vita. La utilizziamo tutti i giorni per lavarci, per cucinare, per innaffiare le piante e soprattutto la beviamo per idratarci e per mantenere inalterate tutte le nostre funzioni vitali. L’acqua, infatti, oltre a essere il costituente del corpo in maggior quantità (siamo fatti al 70% di acqua e nei bambini la percentuale è ancora maggiore), è essenziale per l’organismo perché fa assimilare i nutrienti, mantiene in equilibrio temperatura e pressione, elimina scorie e tossine e agisce come lubrificante e ammortizzatore su articolazioni e tessuti. La nostra sopravvivenza è talmente connessa a questo prezioso elemento che i Centri per il controllo delle malattie e la loro prevenzione raccomandano di berne almeno otto bicchieri ogni giorno.
  2. Bere è importante, dunque, anzi indispensabile per mantenere sempre in perfetto equilibrio il “bilancio idrico” delle entrate e delle uscite. Anche perché il segnale della sete arriva in ritardo, quando si è già leggermente disidratati, ed è bene sapere che una seppur lieve perdita di liquidi si ripercuote a più livelli su tutto l’organismo. Per esempio, con una perdita pari all’1% del peso risultano più difficoltose le performance fisiche e intellettuali e aumentando la carenza d’acqua fino al limite del 10%, la disidratazione comporta alterazioni del sistema nervoso centrale che possono mettere la persona in pericolo di vita.
  3. Ma acqua è anche terapia. Il nostro Paese è tra i più ricchi al mondo di acque termali. Il termine SPA “Salus per Aquam”, coniato dai latini, sta ad indicare proprio questo: l’acqua è fonte di cura e di salute. La Medicina Termale così come la Talassoterapia utilizzano l’acqua per curare stati infiammatori cronici e patologie respiratorie, allo stesso modo nella terapia idropinica è l’acqua termale in bibita a portare benessere agli apparati epato-biliare, cardio-circolatorio, gastro-intestinale, urinario. Bere acqua minerale ad alto residuo fisso è anche il modo più semplice per apportare al nostro organismo i minerali utili alle nostre ossa e a rafforzare lo smalto dei nostri denti, con minerali quali il calcio, il magnesio, il fluoro.
  4. Acqua però è oggi più che mai prima anche emergenza ambientale. Microplastiche e nanoplastiche stanno invadendo i nostri mari e sono entrate nella catena alimentare di pesci e mammiferi, uomo compreso. Inoltre, inquinanti emergenti (PHAS) e olii esausti anche di uso domestico (ogni litro di olio usato ad esempio per cucinare, versato nel rubinetto di cucina o nel wc inquina 1 milione di litri di acqua di falda) rappresentano un problema che deve essere affrontato seriamente a tutti i livelli per ridare all’ambiente e a tutti noi, animali compresi, che lo abitiamo, uno stato di salubrità che garantisca disponibilità idrica di qualità e mare pulito.
  5. Acqua, infine, in Italia è economia. Voce importante del nostro PIL se pensiamo che acqua salubre e pulita significa anche turismo di qualità sulle nostre spiagge, nei nostri laghi e sui nostri fiumi oltre che acqua per irrigazione, per allevamento, per alimentazione.

Insomma, l’acqua è un bene prezioso e va tutelato!


Trovate altre informazioni: Società Italiana di Medicina Ambientale (SIMA)

www.simaonlus.it comunicazione@simaonlus.it

 

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