MENU
» Salute » I GUARITI DAL COVID DEVONO ESSERE VACCINATI?

16 Dicembre 2021 Commenti (0)

I GUARITI DAL COVID DEVONO ESSERE VACCINATI?

Una comparazione tra due studi internazionali mette in risalto l’immunità maggiore per i guariti Covid rispetto alle persone vaccinate che non hanno contratto il virus precedentemente.

Secondo uno studio israeliano i vaccinati hanno un rischio 27 volte maggiore di infezione sintomatica rispetto ai guariti dal Covid. Allo stesso tempo, vaccinati avevano nove volte più probabilità di essere ricoverati in ospedale per Covid.
Al contrario, uno studio del CDC di Bozio et al. sostiene che i guariti dal Covid hanno cinque volte più probabilità di essere ricoverati in ospedale per Covid rispetto a chi è stato vaccinato. Entrambi gli studi presentano delle discrepanze sul numero dei casi, distanza temporale tra vaccinazioni/malattia, età dei malati e presenza di altre patologie, come sostiene lo studio pubblicato dal Brownstone Institute. Ecco l’analisi finali e la risposta a chi è guarito dal Covid sui rischi e i benefici di un’eventuale vaccinazione Cov-sars 2.

I Guariti Covid  devono essere vaccinati?

«Lo studio israeliano ha anche confrontato i guariti Covid con e senza il vaccino. Entrambi i gruppi presentavano un rischio di Covid molto basso, ma i vaccinati presentavano un rischio di malattia sintomatica inferiore del 35% (95% IC: da 65% a 25% maggiore), il che potrebbe indicare che esiste anche un rischio inferiore di ospedalizzazione. Anche se non statisticamente significativi, i vaccini possono fornire una protezione aggiuntiva rispetto alla già forte protezione dall’immunità naturale. Se confermato da altri studi, allora si tratta di una questione di benefici e rischi, tenendo conto anche delle reazioni avverse del vaccino. Per una persona ad alto rischio, una riduzione del 35% rappresenta un beneficio significativo, sebbene molto inferiore rispetto all’efficacia del vaccino nei soggetti che non hanno ricevuto Covid. Per una persona a basso rischio, che comprende la maggior parte delle persone con immunità naturale, una riduzione del rischio del 35% è più marginale in termini di rischio assoluto.

Per illustrare questo concetto, un intruglio giornaliero che riducesse il rischio di cancro del 35% sarebbe un farmaco miracoloso di enorme importanza che tutti dovrebbero assumere, anche se ha un sapore terribile. D’altra parte, un dispositivo di deambulazione ingombrante che riduceva del 35% il rischio di essere uccisi da un fulmine non sarebbe attraente. Il rischio è già minimo senza il dispositivo. Questo esempio illustra l’importanza di considerare non solo i rischi relativi, ma anche i rischi assoluti e attribuibili.

Conclusioni

Per quanto riguarda i guariti Covid , ci sono due problemi fondamentali di salute pubblica.
1. Il guarito Covid trarrebbe beneficio dall’essere vaccinato?
2. Dovrebbero esistere passaporti vaccinali e mandati che impongano loro di essere vaccinati per poter lavorare e partecipare alla società?

Lo studio del CDC non ha affrontato la prima domanda, mentre lo studio israeliano ha mostrato un piccolo ma non statisticamente significativo beneficio nella riduzione sintomatica della malattia di Covid. Ci auguriamo che gli studi futuri forniscano maggiori chiarimenti al riguardo.

Sulla base delle solide evidenze provenienti dallo studio israeliano, i guariti Covid hanno un’immunità più forte e più duratura nei confronti della malattia di Covid rispetto ai vaccinati. Non c’è quindi motivo di impedire loro di svolgere attività consentite ai vaccinati. In realtà, è discriminatorio.

Molti dei guariti Covid sono stati esposti al virus come operatori essenziali durante l’apice della pandemia, prima che fossero disponibili i vaccini. Tenevano a galla il resto della società, con servizi di ristorazione, consegnando merci, scaricando navi, raccogliendo rifiuti, controllando le strade, con la manutenzione della rete elettrica, spegnendo incendi e assistendo anziani e malati, per citarne alcuni.

Ora vengono licenziati ed esclusi, pur avendo un’immunità più forte degli datori di lavoro vaccinati che ora  li stanno licenziando

Testo originale su Brownstone.org
Should the Covid Recovered be Vaccinated?

“The Israeli study also compared Covid recovered with and without the vaccine. Both groups had very low Covid risk, but the vaccinated had a 35% lower risk for symptomatic disease (95% CI: 65% lower to 25% greater), which could be indicative that there is also a lower risk for hospitalizations. While not statistically significant, vaccines may provide some additional protection above the already strong protection from natural immunity. If confirmed by other studies, it is then a question of benefits and risks, also taking vaccine adverse reactions into account. For a high-risk person, a 35% reduction is a significant benefit, although much less than the efficacy of the vaccine for those that have not had Covid. For a low-risk person, which includes most people with natural immunity, a 35% risk reduction is more marginal in terms of absolute risk.

As an illustration of this concept, a daily concoction that reduced cancer risk by 35% would be a miracle drug of enormous importance that everyone should take even if it tasted terrible. On the other hand, a cumbersome walking device that reduced the risk of being killed by lightning by 35% would not be appealing. The risk is already minuscule without the device. This example illustrates the importance of not only looking at relative risks but also at absolute and attributable risks.

Conclusions

Concerning the Covid recovered, there are two key public health issues. 1. Would the Covid recovered benefit from also being vaccinated? 2. Should there be vaccine passports and mandates that require them to be vaccinated in order to work and participate in society?

The CDC study did not address the first question, while the Israeli study showed a small but not statistically significant benefit in reducing symptomatic Covid disease. Future studies will hopefully shed more light on this issue.

Based on the solid evidence from the Israeli study, the Covid recovered have stronger and longer-lasting immunity against Covid disease than the vaccinated. Hence, there is no reason to prevent them from activities that are permitted to the vaccinated. In fact, it is discriminatory.

Many of the Covid recovered were exposed to the virus as essential workers during the height of the pandemic before vaccines were available. They kept the rest of society afloat, processing food, delivering goods, unloading ships, picking up garbage, policing the streets, maintaining the electricity network, putting out fires, and caring for the old and sick, to name a few.

They are now being fired and excluded despite having stronger immunity than the vaccinated work-from-home administrators that are firing them” .

Author

  • Martin Kulldorff, Senior Scientific Director of Brownstone Institute, is an epidemiologist and biostatistician specializing in infectious disease outbreaks and vaccine safety. He is the developer of Free SaTScan, TreeScan, and RSequential software. Most recently, he was professor at the Harvard Medical School for ten years. Co-Author of the Great Barrington Declaration. kulldorff@brownstone.org

     

Tags: ,

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

* È richiesta la verifica

Vuoi rimanere sempre aggiornato?
Iscriviti alla newsletter di 3Goodnews!


Seguici anche su Facebook!

[efb_likebox fanpage_url=”3goodnews” box_width=”500″ box_height=”” locale=”it_IT” responsive=”1″ show_faces=”1″ show_stream=”0″ hide_cover=”0″ small_header=”0″ hide_cta=”0″ ]