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I CAMPI ELETTROMAGNETICI INFLUENZANO LE NOSTRE CELLULE

by La Redazione

Quelli prodotti dal telefono cellulare possono influire sull’ossidazione cellulare. Le nuove ricerche scientifiche dicono di sì, come ci spiegano gli esperti della scuola di alta formazione medica CellWellbeing Italia.

Uno studio recente ribadisce che i campi elettromagnetici alterano l’equilibrio biologico delle nostre cellule e aumentano lo stress ossidativo, danneggiando DNA, proteine, lipidi (1). Lo stress ossidativo è un nemico insidioso del nostro organismo.

I campi elettromagnetici, possono influire sullo stress ossidativo?

“Noi siamo esseri bio-elettrici” afferma il professor Pier Giorgio Spaggiari, fisico e medico, spiegando il comportamento degli atomi di idrogeno durante una risonanza magnetica nucleare (ma anche un elettrocardiogramma ed elettroencefalogramma). La nostra cellula funziona come una pila, produce energia. E ogni atomo del nostro corpo vibra a una certa frequenza: siamo materia, come tale siamo energia.

Il campo elettromagnetico è una componente essenziale dell’universo in cui viviamo.
Tra le moltissime cariche presenti in ogni elemento materiale, si presentano forze che possono essere misurate come campo elettrico. Se le cariche si muovono, si creano altre forze misurate mediante una grandezza diversa, il campo magnetico. In molti casi i due campi sono legati e si parla di campo elettromagnetico, una forza che si propaga sotto forma di onde.

Campi magnetici naturali e artificiali: lo stress ossidativo viene dai secondi.

L’evoluzione ha previsto la presenza di campi elettrici naturali, di cui abbiamo manifestazione palese prima e durante un temporale, con scariche di ioni positivi e negativi. Ma il nostro organismo ha protezioni come la guaina mielinica del sistema nervoso, che è un perfetto isolante, per evitare induzioni esterne del campo elettrico alla conduzione dell’impulso nervoso.
Abbiamo sensori dei campi elettrici come la retina, sensibili a un solo fotone; abbiamo melanociti sulla nostra epidermide che reagiscono a ultravioletto, protezione contro la sua onda elettromagnetica.
Inoltre, siamo immersi in un campo magnetico terrestre che ha enorme estensione nello spazio. Il campo magnetico terrestre ha origine negli strati più profondi del pianeta e si estende nello spazio, dove forma uno scudo invisibile chiamato magnetosfera. Questo scudo ci protegge sia dalle radiazioni cosmiche, impedendo che ci colpiscano con tutta la loro energia, sia da alcuni pericoli provenienti dal sole.

I campi magnetici artificiali non sono come quelli di madre Natura.
Essi derivano da tecnologie elettriche ed elettroniche e hanno intensità diverse; secondo la loro frequenza ed energia le onde sono classificate come radiazioni ionizzanti (raggi X, ad esempio) e non ionizzanti, come ultravioletto, luce visibile, infrarossa, campi a radiofrequenza, microonde, campi a frequenza molto bassa, campi elettrici e magnetici statici.

I campi elettromagnetici aumentano l’ossidazione cellulare? Alcuni studi dicono di si.

“Tutti gli insulti alle cellule si risolvono in un’alterazione dello stress ossidativo”, dice Fiorenzo Marinelli, uno dei massimi esperti europei di campi elettromagnetici e loro influsso sulla biologia, ricercatore del CNR dal 1986 presso il CNR, membro dalla fondazione dell’ICEMS, International Commission for the Electro Magnetic Safety, Evaluator membro della Commissione europea per i progetti di ricerca sui campi elettromagnetici.
Noi siamo immersi in campi elettromagnetici di ogni tipo. Il problema è la loro costanza e la loro intensità.
“I campi elettrici a bassa frequenza ad esempio trasportano energia a 50 Hz, i fili della corrente cambiano polarità 50 volte al secondo e questa pulsazione influenza i sistemi biologici.
L’UMTS, dovendo trasmettere immagini utilizza bande più larghe, più frequenze che ad esempio influiscono sul glutatione reduttasi, enzima che ha capacità antiossidante. I sistemi ossido riduttivi sono alterati qui dalla radiazione, che diminuisce il funzionamento di questo enzima anti ossidante. Marinelli aveva già condensato la complessa tematica, rischi inclusi, in un libro uscito qualche tempo fa, “Wireless” in cui spiegava cheMarconi fu un benemerito per avere inventato la radio, ma non si era accorto che la radiazione elettromagnetica interagiva con i sistemi biologici. Anche Luc Montaigner si è occupato di bio-risonanza e DNA. E il grande fisico Emilio del Giudice, insieme a Giuliano Preparata, ha formulato teorie che spiegano molto bene l’acqua -che costituisce la quasi totalità del nostro corpo- e i domini di coerenza, ovvero le frequenze a cui vibrano dei cluster di acqua in modo tale da consentire le reazioni bio-chimiche fra molecole”.
Come spiega anche il prof Pier Giorgio Spaggiari, siamo un sistema complesso in cui avvengono migliaia di reazioni guidate dall’acqua, che consente alle molecole di riconoscersi ed unirsi, per spiegarla in modo semplice.

Il cellulare e i campi elettromagnetici potrebbero alterare il nostro equilibrio biologico?
È la domanda che gli scienziati, preoccupati per i Giga Herz del 5G, si stanno ponendo.
“I campi magnetici artificiali hanno invaso il nostro ambiente, è come avere versato una boccetta di inchiostro in un acquario… e noi siamo i pesci – ribadisce Marinelli – I Campi Elettrici (CE) esistono da circa 100 anni ma negli ultimi 50 sono stati molto più intensi.

Il problema è l’intensità dei campi

Il ricercatore Fiorenzo Marinelli ci ricorda che: “Anni fa il limite era di 0,0002 volt per metro, ora il limite di legge per proteggere la biologia umana è di 6,240 volt per metro. Siamo lontani dalla condizione naturale già ora. Pensiamo che il 5G valuta frequenze da 3,6 a 3,8 GigaHerz, 40 volt per metro. E l’Internet delle cose prevede una irradiazione di tutto il pianeta da satellite”. Ci sono molti studi su effetti biologici dei CE e la bibliografia è vasta.
“Lo stesso IARC ha concluso nel 2001 che CE di bassa frequenza sono possibili cancerogeni di classe 2B. Studi fatti sull’epidemiologia della leucemia dei bambini esposti  in maniera cronica ai Campi Elettrici ci dicono che il valore epidemiologico aumenta il rischio leucemia e di  0,2 micro a 0,4 micro Tesla il rischio di leucemia raddoppia: i limiti di legge oggi sono di 100 micro Tesla come limite di esposizione, 10 micro Tesla come valore di attenzione e 3micro Tesla come obiettivo di qualità”.

Lo strumento più invasivo? Il cellulare

Per le alte frequenze lo strumento più invasivo è il telefono cellulare, con decine di volte per metro.
“Emette su tante frequenze diverse. Dai 700 megaHerz (milioni di pulsazioni al secondo dell’onda E) fino ai 3,7 e 5 Giga Herz (miliardi di pulsazioni) ci sono bande di frequenzaIl telefono recente sceglie le più opportune. Tutte invadono i tessuti biologici”.
Con il sistema 5G, il limite viene innalzato ancora. Frequenze da 690 a 790 mega Herz, con limite a 20 volt per metro e frequenze da 3,6 a 3,8 Giga herz, 40 volte per metro. Il tutto senza fare studi.
Come ci illustra anche Alessandro Gelli, esperto di campi elettromagnetici e autore di libri, secondo il quale: “i campi magnetici possono indurre cambiamenti nelle cascate di segnalazione del calcio, attivazione significativa dei processi dei radicali liberi e sovrapproduzione di specie reattive all’ossigeno (ROS) nelle cellule viventi, nonché funzioni neurologiche e cognitive alterate e alterazione della barriera emato-encefalica”.
Due decani della fisica, Kuster e Neufeld, hanno lanciato un allarme, scrivendo su Health Fisics che i modelli di calcolo usati per valutare i limiti di esposizione non sono applicabili a frequenze del 5G: gli algoritmi di emissione sono diversi dalle onde attuali. Non si possono fare previsioni sulle quantità di campo irradiato sulle persone che usano 5G (2).

Differenze tra le 4 G e il 5 G 

La differenza fra 4G e 5G consiste nel fatto che fino al 4G si irradia il territorio e si può fare una misurazione, mentre con il 5 e il 6G l’ antenna emette un fascio direzionale verso l’utente. Non si vede se supera il limite di legge.
Feldman nel 2008 su American Physical Society ha dimostrato che le frequenze del 5G hanno diversi effetti sull’ epidermide, entrano per pochi mm e vengono ricevute dalle ghiandole sudoripare dove il liquido salino ( sudore) funge da conduttore perfetto. Perciò, le terminazioni nervose periferiche terminano nell’ipotalamo e nel sistema nervoso centrale (3) Il nesso fra campi elettromagnetici e radicali liberi viene evidenziato anche da un altro studio recente (4)

Ci possiamo adattare?

Per Fiorenzo Marinelli: “L’adattamento, dal punto di vista biologico, avviene in tempi lunghi: servono almeno 500 generazioni. Circa 12.000 anni. Intanto, i CE influiscono sulle reazioni metaboliche e sulla struttura del DNA. Possiamo subire solo danni”.
A confermare la connessione fra campi elettromagnetici e stress ossidativo, iniziano ad affiorare studi. A dire il vero, lo sapevamo già: Pubmed riporta studi che avvalorano la tesi dello stress ossidativo per esposizione a micro onde! (5) e (6)

In conclusione, meglio conoscere gli effetti dei campi elettrici sulle nostre cellule e prevenire… con un uso consapevole e responsabile del nostro cellulare. 

FONTI: 1-2- 3-4-5-6
https://www.google.it/url?sa=t&rct=j&q=&esrc=s&source=web&cd=&ved=2ahUKEwiFh4DU8ub3AhUxS_EDHYryA88QFnoECAYQAw&url=https%3A%2F%2Fpubmed.ncbi.nlm.nih.gov%2F30023251%2F&usg=AOvVaw3lbYc6i8jfF1cokmqDzV90

Per leggere l’articolo integralmente: https://www.cellwellbeingitalia.it/cellulari-e-cellule-campi-magnetici-e-stress-ossidativo/

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