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Ketamina: può combattere la depressione? Ecco cosa sapere

Secondo uno studio recente potrebbe combattere la depressione, ma non mancano effetti collaterali e rischi

by La Redazione

La ketamina, originariamente sviluppata come anestetico negli anni ’60, è attualmente sotto i riflettori per il suo potenziale utilizzo nel trattamento della depressione resistente. Sembrerebbe che ne faccia uso Elon Musk  (avrebbe una prescrizione periodica da parte del medico…),  per il suo effetto antidolorifico e anestetico (o psichedelico?). Inoltre, la ketamina, classificata come un anestetico dissociativo (agendo sulla sensazione di separare la mente dal corpo),  potrebbe avere degli effetti rapidi e significativi nel migliorare l’umore di pazienti che non rispondono ai trattamenti tradizionali.

Cos’è la ketamina?

La ketamina è un farmaco con proprietà anestetiche e dissociative. Inizialmente usato in campo veterinario e successivamente in medicina umana, è noto per la sua capacità di indurre uno stato di anestesia senza compromettere la funzione respiratoria. Negli ultimi decenni, la ketamina è stata anche utilizzata in contesti ricreativi, il che ha sollevato preoccupazioni a causa dei suoi effetti psicotropi e del potenziale di abuso.

Ketamina e depressione

Recentemente, studi clinici hanno esplorato l’uso della ketamina come trattamento per la depressione resistente ai farmaci. A differenza degli antidepressivi tradizionali, che possono richiedere settimane per mostrare i loro effetti, la ketamina può alleviare i sintomi depressivi entro poche ore. Questo effetto rapido è cruciale per pazienti con depressione grave e pensieri suicidi.

Un articolo pubblicato su The American Journal of Psychiatry ha evidenziato che la ketamina, somministrata in dosi controllate, può migliorare significativamente i sintomi depressivi. La ketamina agisce su un diverso percorso del cervello rispetto agli antidepressivi tradizionali, influenzando il sistema del glutammato, il principale neurotrasmettitore eccitatorio del sistema nervoso centrale.

Compresse o spray?

La ketamina può essere somministrata per via endovenosa (IV) o intranasale. La FDA ha approvato una forma di ketamina chiamata esketamina, che viene somministrata come spray nasale. Questo trattamento è disponibile solo in cliniche specializzate, dove i pazienti possono essere monitorati da professionisti della salute. Funzionerebbe anche con la modalità in compresse:secondo una recente ricerca, una formulazione in compresse di ketamina a rilascio prolungato potrebbe rivelarsi efficace nel ridurre gli effetti avversi associati alla somministrazione intranasale della sostanza, prevenendo la ricaduta dei casi di depressione, come dimostrerebbe lo studio, pubblicato sulla rivista Nature Medicine, condotto dagli scienziati dell’Università di Otago, e riportato dall’agenzia Agi.

Effetti collaterali e rischi

Nonostante i suoi benefici, l’uso della ketamina non è privo di rischi. Gli effetti collaterali comuni includono:

  • Nausea e vomito

  • Aumento della pressione sanguigna

  • Alterazioni sensoriali e dissociative

  • Confusione e disorientamento

L’uso prolungato o non controllato della ketamina può portare a gravi complicazioni. Tra questi, la dipendenza e i danni alla vescica destano grandi preoccupazioni. Un rapporto della National Institute on Drug Abuse (NIDA) indica che l’abuso di ketamina può causare cistite ulcerativa, una condizione dolorosa della vescica. Inoltre la ketamina, spiegano gli esperti, può provocare effetti avversi come dissociazione, ipertensione e tachicardia quando viene somministrata per via endovenosa o nasale.

Conclusioni

La ketamina rappresenta una promessa per il trattamento della depressione resistente, offrendo sollievo rapido ai pazienti che non rispondono ai trattamenti convenzionali. Tuttavia, è essenziale che il suo uso sia strettamente regolamentato e supervisionato da professionisti della salute per minimizzare i rischi associati.

Fonti:

Testo realizzato con il supporto di AI 

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