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Piede diabetico, la nuova tecnica che aiuta a salvare l’arto

La nuova procedura TTT stimolerebbe la rigenerazione dei tessuti e ridurrebbe il rischio di amputazione nei casi più gravi di piede diabetico

by La Redazione

Arriva dal Giappone una soluzione innovativa per una delle complicanze più temute del diabete

Nella Giornata Mondiale del Diabete arriva una buona notizia per i pazienti più fragili: una tecnica mininvasiva, la traslazione tibiale trasversale (TTT), potrebbe ridurre in modo significativo il numero di amputazioni legate al piede diabetico, una complicanza che colpisce circa il 10% dei quattro milioni di italiani con diabete (fonte: Ministero della Salute).

La metodica, introdotta in Occidente dall’équipe dell’IRCCS MultiMedica di Sesto San Giovanni, simula una micro-frattura controllata della tibia per attivare i naturali processi di rigenerazione. Questo “segnale” riaccende la formazione di nuovi vasi sanguigni, migliora la circolazione nella gamba e nel piede e favorisce la guarigione delle ulcere.

“Un migliore afflusso di sangue significa tessuti che ricevono ossigeno e nutrienti, con maggiori possibilità di evitare amputazioni altrimenti inevitabili”, spiega Enrico Brocco, responsabile UOC Diabetologia Piede Diabetico di MultiMedica.


In Italia 7.000 amputazioni l’anno, ma un terzo potrebbe essere evitato

Il piede diabetico è una delle complicanze più impegnative: secondo i dati ufficiali, in Italia si registrano oltre 7.000 amputazioni maggiori all’anno legate a ulcere infette o non cicatrizzate (fonte: Ministero della Salute). Una parte significativa — almeno un terzo — potrebbe essere evitata con diagnosi precoce e trattamenti adeguati (fonte: International Diabetes Federation).

All’IRCCS MultiMedica arrivano ogni anno fino a 600 ricoveri per piede diabetico. Qui opera una delle équipe multidisciplinari più avanzate del Paese: diabetologi, chirurghi vascolari, infettivologi e podologi lavorano insieme ai casi più complessi.


La TTT: come funziona e perché sta attirando l’attenzione mondiale

Nata all’Università di Hong Kong, la TTT applica al piede diabetico un principio già utilizzato in ortopedia: la stimolazione rigenerativa attraverso un micro-stimolo osseo.
Brocco è stato il primo medico in Europa a studiare la metodica in Cina e a portarla in Italia.

Ad oggi sono 16 i pazienti italiani trattati con TTT per lesioni molto avanzate. I risultati sono incoraggianti:

  • solo 2 casi hanno richiesto un’amputazione maggiore;

  • gli altri hanno mostrato un progressivo recupero della circolazione;

  • 13 pazienti su 14 sono tornati a camminare, con una sensibile riduzione del dolore.

La tecnica è ora adottata anche in India, Gran Bretagna, Spagna, Svizzera, Germania e Danimarca.


Il primo summit mondiale a Milano

Il 14 novembre 2025, in occasione della Giornata Mondiale del Diabete, l’IRCCS MultiMedica ospiterà il primo meeting internazionale dedicato alla TTT, con esperti provenienti da Cina, Europa e India. L’obiettivo: condividere dati, casi clinici e linee guida per consolidare questo approccio nei protocolli terapeutici.

Per chi vive con il diabete e per i clinici che cercano soluzioni innovative, la TTT rappresenta una nuova strada: non solo curare le ulcere, ma restituire ai pazienti mobilità, autonomia e qualità di vita.

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