Nel dibattito pubblico recente il fentanyl è finito al centro di un racconto spesso semplificato: quello della cosiddetta “droga degli zombie”, associata all’abuso e alle emergenze sanitarie, soprattutto negli Stati Uniti. Ma esiste un’altra realtà, meno visibile e molto più clinica, che riguarda l’uso medico di questo oppioide: il trattamento del dolore oncologico severo. Una distinzione fondamentale, sottolineata da un gruppo di esperti, riuniti a Milano il 26 febbraio, durante un incontro dedicato alla Gestione del dolore oncologico e oppiacei che riguarda l’uso terapeutico controllato e l’abuso: due fenomeni completamente diversi, che non possono essere sovrapposti senza rischiare di creare disinformazione e timori ingiustificati nei pazienti.
Il dolore oncologico: una priorità clinica ed etica
Il dolore accompagna una parte significativa del percorso di malattia. Secondo i dati più recenti, circa il 44% dei pazienti oncologici convive con il dolore, con percentuali ancora più elevate nelle fasi avanzate. Non solo: fino al 70% dei pazienti sperimenta episodi improvvisi e molto intensi, il cosiddetto Breakthrough Cancer Pain (BTcP), crisi brevi ma violente che si sovrappongono al dolore di base anche quando questo è ben controllato.
“Il dolore episodico intenso impatta sulla qualità di vita al pari, se non più, del dolore continuo e richiede un approccio dedicato”, spiega Arturo Cuomo, Direttore S.C. Anestesia, Rianimazione e Terapia Antalgica dell’Istituto Nazionale Tumori IRCCS Fondazione Pascale di Napoli. “È centrale il concetto di cure simultanee: trattare i sintomi mentre si cura il tumore, come indicato nel Piano Oncologico Nazionale. Una presa in carico precoce e appropriata significa ridurre la sofferenza, migliorare l’aderenza alle cure oncologiche e contribuire alla sopravvivenza”. E ancora, contina l’esperto: “Sfatiamo il mito che il dolore riguardi solo il fine vita: il 40% dei tumori viene diagnosticato proprio perché esordisce con il dolore”.
Il dolore, infatti, non è solo un sintomo, ma può compromettere l’aderenza alle terapie, influenzare gli esiti clinici e incidere profondamente sulla qualità della vita. Per questo, trattarlo in modo tempestivo diventa parte integrante della cura oncologica.
Perché il fentanyl è efficace nella terapia del dolore acuto?
Nella scala analgesica dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, il fentanyl appartiene agli oppioidi forti, indicati per il dolore moderato-severo. Dal punto di vista farmacologico: ha una potenza analgesica circa 100 volte superiore alla morfina, agisce rapidamente, è particolarmente efficace nelle crisi acute. Le linee guida AIOM ne indicano l’utilizzo per via transmucosale nel controllo del Breakthrough Cancer Pain.
“Gli oppiacei sono farmaci di prima linea nel trattamento del dolore oncologico per la loro elevata efficacia analgesica: agiscono sui recettori mu oppioidi inibendo la trasmissione degli stimoli dolorosi”, ”, spiega Diego Fornasari, Professore ordinario di Farmacologia all’Università di Milano e Presidente AISD (Associazione Italiana per lo Studio del Dolore). “
“Il Fentanyl ha una potenza analgesica circa 100 volte superiore alla morfina ed è efficace e sicuro nelle diverse tipologie di dolore associate al cancro. Grazie alla sua liposolubilità, che gli permette di attraversare facilmente le membrane cellulari, può essere somministrato per via transdermica o transmucosale, inclusa quella nasale, particolarmente indicata nel Dolore Episodico Intenso. L’innovazione dei dispositivi consente oggi di rafforzare ulteriormente i livelli di sicurezza”.
La novità: lo spray nasale con sistema di sicurezza
La novità presentata riguarda la modalità di somministrazione: uno spray nasale dotato di sistema elettronico di controllo delle dosi, progettato per aumentare la sicurezza della terapia.
“Il Dolore Episodico Intenso, anche se di breve durata, può risultare devastante”, sottolinea Vittorio Guardamagna, Direttore della Divisione Cure Palliative e Terapia del Dolore dello IEO. “La peculiarità dello spray nasale è che consente al Fentanyl di entrare rapidamente in circolo, con una velocità d’azione paragonabile alla somministrazione endovenosa, ed è indicato anche nei pazienti con difficoltà di deglutizione. Ulteriore vantaggio è che viene metabolizzato rapidamente e tende a non accumularsi in circolo. Oggi alla rapidità possiamo associare un ulteriore livello di sicurezza grazie al nuovo dispositivo, che impedisce al paziente erogazioni ravvicinate e riduce il rischio di usi impropri fuori dall’ambito medico. È un esempio concreto di come la tecnologia possa supportare la pratica clinica e la sicurezza del paziente”. ll dispositivo, infatti, integra un contadosi digitale e un meccanismo di blocco tra una somministrazione e l’altra. Quindi, oltre alla rapidità di somministrazione, riduce il rischio di sovradosaggio accidentale e limita possibili utilizzi impropri, introducendo un ulteriore livello di controllo nella gestione domiciliare del dolore. Il nuovo spray nasale “intelligente” per la somministrazione di Fentanyl è passato dal Sistema sanitario nazionale italiano per i pazienti oncologici, con obbligo prescrizione e controllo medico.
Uso medico vs abuso: il nodo della comunicazione
Il tema degli oppioidi è oggi al centro di un dibattito acceso, spesso condizionato da semplificazioni. “Nel paziente oncologico l’obiettivo è alleviare una sofferenza reale e invalidante: non utilizzare farmaci efficaci quando indicati non è etico”, afferma Franco Marinangeli, Professore ordinario di Anestesia e Rianimazione all’Università dell’Aquila. Ecco spiegato perchè nel contesto clinico la prescrizione è assolutamente rigorosa, il dosaggio è personalizzato e il monitoraggio è continuo. Confondere l’uso terapeutico con l’abuso rischia di generare sfiducia e di ostacolare l’accesso a cure appropriate per chi ne ha realmente bisogno.
Sicurezza ed efficacia
Il fentanyl è un farmaco potente e, proprio per questo, richiede un utilizzo attentamente controllato. Ma nei pazienti oncologici con dolore severo resta uno strumento terapeutico fondamentale. Le innovazioni tecnologiche, come il nuovo spray nasale con sistema di sicurezza, vanno nella direzione di mantenere l’efficacia migliorando ulteriormente il profilo di sicurezza. In un contesto spesso dominato da narrazioni semplificate, la distinzione tra abuso e uso clinico appropriato diventa centrale. Perché, quando il dolore è intenso e invalidante, non trattarlo adeguatamente non è un’opzione.