Viviamo più a lungo. Ma non necessariamente meglio
Per anni il racconto dominante è stato semplice: la medicina allunga la vita e, di conseguenza, viviamo sempre di più. Ed è vero, almeno in parte. In Italia, secondo i dati ISTAT, la speranza di vita nel 2024 ha raggiunto circa 81,4 anni per gli uomini e 85,5 per le donne, tornando sopra i livelli pre-pandemia.
Un dato che conferma una tendenza di lungo periodo: negli ultimi decenni, grazie ai progressi nella prevenzione e nelle cure, la mortalità si è progressivamente ridotta, soprattutto per le malattie cardiovascolari. Ma questo indicatore, da solo, non basta più a raccontare la realtà.
Il dato che cambia la prospettiva: meno anni in salute
Accanto alla longevità, oggi gli epidemiologi guardano sempre di più agli anni vissuti in buona salute (Healthy Life Years). Ed è qui che emerge il vero cambio di scenario.
Secondo ISTAT, nel 2024 gli italiani vivono mediamente circa 58 anni in buona salute, un dato in calo rispetto al periodo pre-Covid.
In altre parole: la vita si allunga, ma aumenta il numero di anni vissuti con malattie croniche o limitazioni. Un fenomeno che gli esperti definiscono “compressione incompleta della morbilità”: le malattie arrivano più tardi, ma non abbastanza da evitare un lungo periodo di fragilità.