Il controllo dei nei sta finalmente entrando nelle abitudini degli italiani. Nell’ultimo anno la quota di persone che dichiara di sottoporsi regolarmente a una visita dermatologica è passata dal 14% al 23%, quasi il doppio rispetto al 2025. Un segnale incoraggiante, anche se meno di un italiano su quattro effettua ancora controlli periodici.
È quanto emerge dall’Osservatorio Salute IQVIA Italia 2026, che fotografa un Paese più attento alla prevenzione del melanoma, una delle forme più aggressive di tumore della pelle ma anche una di quelle per cui la diagnosi precoce può cambiare in modo significativo la prognosi.
Un altro dato positivo riguarda la protezione dal sole. Secondo IQVIA, nell’estate 2025 le vendite dei prodotti con protezione solare SPF 50+ sono aumentate del 12% rispetto all’anno precedente, segno di una crescente consapevolezza dei rischi legati all’esposizione ai raggi ultravioletti.
Sul fronte delle cure, i progressi degli ultimi anni hanno rivoluzionato il trattamento della malattia. Oggi le immunoterapie rappresentano il 72% dei trattamenti utilizzati, seguite dalle terapie target (26%), mentre la chemioterapia ha ormai un ruolo marginale (2%). L’impiego di queste strategie innovative ha contribuito a migliorare le prospettive di sopravvivenza dei pazienti.
L’Osservatorio evidenzia però anche un aspetto su cui lavorare: la prevenzione resta ancora troppo affidata all’iniziativa personale. Solo il 13% degli italiani dichiara infatti di aver partecipato a campagne di screening organizzate.
Il melanoma colpisce soprattutto gli uomini (56% dei nuovi casi), ma circa quattro pazienti su dieci hanno meno di 60 anni, a conferma che non si tratta di una patologia esclusiva dell’età avanzata.
Gli esperti ricordano che una prevenzione efficace si basa su pochi gesti semplici ma fondamentali: utilizzare ogni giorno una protezione solare adeguata, evitare le scottature, osservare eventuali cambiamenti di forma, colore o dimensione dei nei e sottoporsi a controlli dermatologici periodici. Sono comportamenti che, insieme ai progressi della medicina, possono aumentare le probabilità di individuare il melanoma nelle fasi iniziali, quando le possibilità di cura sono decisamente più elevate.
Vacanze al sole: come proteggere la pelle senza rinunciare ai benefici della luce
Esporsi al sole in modo corretto permette all’organismo di produrre vitamina D, fondamentale per la salute delle ossa, dei muscoli e del sistema immunitario. Il problema non è il sole in sé, ma gli eccessi e le scottature, che aumentano il rischio di melanoma e di altri tumori cutanei.
Ecco le regole consigliate dai dermatologi:
- Evita le ore più calde, tra le 11 e le 16, quando i raggi UV sono più intensi.
- Usa una crema solare ad ampio spettro SPF 30 o 50+, applicandola 20-30 minuti prima dell’esposizione e rinnovandola ogni due ore, oltre che dopo il bagno o una sudorazione intensa.
- Non cercare l’abbronzatura a tutti i costi. Un colorito graduale è più sicuro e dura anche più a lungo.
- Proteggi le zone più delicate, come viso, orecchie, collo, cuoio capelluto, dorso delle mani e piedi, spesso dimenticate.
- Indossa cappello a tesa larga, occhiali da sole certificati e una maglietta durante le passeggiate o le attività sportive nelle ore centrali della giornata.
- Controlla periodicamente i tuoi nei, soprattutto se noti cambiamenti di forma, colore, dimensione o bordi irregolari, e programma una visita dermatologica almeno una volta l’anno se hai molti nei o fattori di rischio.
- Ricorda che anche all’ombra e nelle giornate nuvolose i raggi UV arrivano sulla pelle, mentre acqua, sabbia e neve riflettono la radiazione aumentando l’esposizione.
Gli specialisti ricordano inoltre che per produrre vitamina D non è necessario esporsi per ore al sole. In estate, per molte persone con pelle chiara, sono spesso sufficienti 10-20 minuti al giorno di esposizione di braccia e gambe, preferibilmente al mattino o nel tardo pomeriggio. Il tempo varia in base al fototipo, alla latitudine, alla stagione e all’età, per cui non esiste una durata valida per tutti.
Fonti scientifiche:
American Academy of Dermatology, World Health Organization, Istituto Superiore di Sanità.