Passiamo ore davanti al computer, leggiamo con la testa inclinata, controlliamo continuamente lo smartphone. Poi magari saliamo in moto indossando un casco che aumenta il carico che il collo deve sostenere oppure, dopo una notte trascorsa in una posizione poco confortevole, ci svegliamo con collo rigido e spalle contratte. E dopo i 50 anni questi piccoli stress quotidiani possono farsi sentire con maggiore frequenza.
Il dolore cervicale è infatti molto comune. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, il neck pain, il dolore al collo, interessa circa 222 milioni di persone nel mondo ed è responsabile di circa 22 milioni di anni vissuti con disabilità.
Prima precisazione, però: quella che comunemente chiamiamo “cervicale” è in realtà la cervicalgia, cioè il dolore localizzato nella zona cervicale. La cervicale è semplicemente il tratto superiore della colonna vertebrale, costituito da sette vertebre.
Perché dopo i 50 anni il collo può diventare più sensibile
Con il passare degli anni dischi intervertebrali e articolazioni della colonna cervicale possono andare incontro a modificazioni fisiologiche. Ma questo non significa che dolore e rigidità siano inevitabili o che ogni alterazione osservata in una radiografia o in una risonanza sia necessariamente responsabile dei sintomi.
Il dolore cervicale è un disturbo multifattoriale. A influenzarlo possono contribuire il tempo trascorso nella stessa posizione, il carico di lavoro, il livello di attività fisica, la qualità del sonno e diversi fattori individuali.
Per chi trascorre molte ore davanti al computer, per esempio, il problema non è necessariamente trovare la “postura perfetta” e mantenerla per tutta la giornata. Più utile è evitare di rimanere immobili troppo a lungo, cambiare frequentemente posizione, alzarsi e muovere collo e spalle.
Lo stesso vale quando leggiamo o utilizziamo lo smartphone: mantenere per periodi prolungati la testa inclinata può aumentare il lavoro richiesto ai muscoli del collo. Interrompere periodicamente questa posizione e muoversi è una strategia semplice per ridurre il carico continuativo.
Sport e moto: anche il collo deve allenarsi
Il tratto cervicale viene sollecitato anche durante numerose attività sportive. E per chi utilizza frequentemente la moto si aggiunge un elemento molto concreto: il casco aumenta il peso che il collo deve sostenere, mentre posizione di guida, accelerazioni e resistenza dell’aria possono richiedere un lavoro ulteriore alla muscolatura cervicale.
Questo non significa naturalmente che andare in moto provochi cervicalgia. Significa piuttosto che una muscolatura del collo e delle spalle capace di tollerare bene questi carichi può essere importante, soprattutto quando trascorriamo molto tempo in sella.
E il cuscino? Non ne esiste uno perfetto per tutti
Anche il sonno merita attenzione. Se ci svegliamo frequentemente con collo rigido o dolorante, può essere utile valutare la propria posizione durante il sonno, il materasso e soprattutto il cuscino.
L’obiettivo dovrebbe essere mantenere una posizione confortevole evitando angolazioni eccessive del collo. Ma attenzione alle promesse commerciali: non esiste oggi un “cuscino cervicale” ideale per tutti.
Una revisione sistematica pubblicata nel 2025 ha analizzato gli studi sull’impiego di diversi tipi di cuscino nelle persone con dolore cervicale cronico. I risultati suggeriscono possibili benefici su dolore e qualità del sonno, ma gli studi disponibili sono pochi e non consentono di stabilire se determinati materiali o forme particolari siano universalmente migliori.
È davvero la cervicale a farci venire mal di testa?
È probabilmente la domanda più interessante. Perché quando compaiono contemporaneamente collo rigido e mal di testa siamo portati quasi automaticamente a collegare i due disturbi.
Ma non tutti i mal di testa associati al dolore cervicale sono provocati dal collo.
Emicrania, cefalea tensiva e cefalea cervicogenica sono condizioni differenti. La cefalea cervicogenica è una forma di cefalea secondaria nella quale il dolore è attribuito a strutture del collo.
Tra gli elementi che possono orientare verso questo tipo di cefalea ci sono una riduzione della mobilità cervicale e il peggioramento del mal di testa provocato da determinati movimenti o manovre sul collo. La diagnosi, tuttavia, non può essere fatta semplicemente perché abbiamo contemporaneamente dolore alla testa e alla cervicale.
Ed è una distinzione importante soprattutto per chi soffre frequentemente di mal di testa: attribuire automaticamente ogni episodio alla cervicale può farci trascurare altre forme di cefalea che richiedono un inquadramento differente.
Muovere il collo può aiutare?
Quando il collo fa male la prima reazione può essere quella di muoverlo il meno possibile. Ma, in assenza di condizioni che richiedano indicazioni specifiche da parte del medico, movimento ed esercizio terapeutico possono avere un ruolo importante nella gestione dei disturbi cervicali.
Una revisione sistematica pubblicata su Musculoskeletal Science and Practice ha analizzato 11 studi sull’esercizio terapeutico nella cefalea cervicogenica. I risultati indicano che l’esercizio può contribuire a ridurre intensità e frequenza del mal di testa e la disabilità. Gli stessi ricercatori invitano però alla cautela: la qualità delle prove disponibili è ancora da bassa a molto bassa.
Una revisione e meta-analisi del 2022, che ha preso in considerazione 20 studi e 1.439 persone, ha inoltre trovato possibili benefici della terapia manuale e dell’esercizio sulla frequenza e sull’intensità della cefalea cervicogenica, pur evidenziando limiti metodologici in molti degli studi.
E la ricerca più recente conferma soprattutto la necessità di evitare facili promesse. Una revisione sistematica e meta-analisi pubblicata nel 2026 ha valutato 29 studi clinici randomizzati sugli interventi non chirurgici per la cefalea cervicogenica. Alcuni trattamenti, compresa la terapia manuale e l’esercizio, mostrano risultati promettenti, ma la certezza delle prove rimane limitata.
In pratica, non si tratta semplicemente di“rilassare la cervicale”, mobilità, controllo del movimento e rinforzo della muscolatura cervicale e delle spalle possono far parte di un programma più completo.
Nel video il fisioterapista Marcello Chiapponi mostra alcuni semplici esercizi per mobilizzare il tratto cervicale e ridurre la sensazione di tensione muscolare.
Denti serrati e mal di testa? Attenzione al bruxismo
C’è poi un’abitudine della quale spesso non ci accorgiamo. Mentre lavoriamo al computer, guidiamo o attraversiamo un periodo particolarmente stressante possiamo trascorrere parecchio tempo con i denti serrati.
Si parla in questo caso di bruxismo da svegli, che va distinto dal bruxismo durante il sonno.
Quale rapporto può avere con il mal di testa? Una revisione sistematica degli studi condotti sugli adulti ha trovato un’associazione tra bruxismo da svegli e cefalea di tipo tensivo. Gli autori non hanno invece riscontrato la stessa associazione tra cefalea tensiva e bruxismo durante il sonno, mentre il rapporto fra bruxismo ed emicrania rimane controverso.
È importante non invertire causa ed effetto: questa associazione non dimostra che serrare i denti sia necessariamente la causa della cefalea. Una revisione del 2024 sottolinea infatti che bruxismo, disturbi temporo-mandibolari e mal di testa spesso coesistono, ma le relazioni causali non sono ancora completamente chiarite.
Se dolore cervicale e mal di testa sono accompagnati frequentemente da tensione o dolore alla mandibola e ai muscoli del viso, quindi, è utile segnalarlo al medico o allo specialista.
Quando il dolore cervicale va controllato
Gli esercizi possono essere utili per molte persone, ma non devono diventare un sistema per autodiagnosticare ogni dolore al collo o mal di testa.
È opportuno rivolgersi al medico quando il dolore cervicale è nuovo, particolarmente intenso o persistente, compare dopo un trauma oppure è associato a debolezza, perdita di sensibilità o altri sintomi neurologici. Anche un mal di testa improvviso e molto intenso, diverso da quelli abituali o accompagnato da sintomi neurologici richiede una valutazione medica.
Il collo è fatto per muoversi
Insomma, non possiamo eliminare computer, smartphone, libri, viaggi in moto e nemmeno qualche notte storta. Possiamo però evitare di chiedere al nostro collo di restare immobile per ore e poi stupirci se protesta.
La strategia più semplice? Cambiare spesso posizione, fare piccole pause, muoversi e mantenere allenati anche i muscoli del collo e delle spalle. E magari, ogni tanto, controllare anche la mandibola: se stiamo leggendo queste righe con i denti serrati, è un buon momento per lasciarli andare.
Dopo i 50 anni non dobbiamo trattare il collo come un pezzo fragile da proteggere. È fatto per muoversi. Facciamoglielo fare.
Fonti scientifiche
Organizzazione Mondiale della Sanità (WHO) – Musculoskeletal health. Dati epidemiologici sul dolore cervicale: circa 222 milioni di persone interessate nel mondo e 22 milioni di anni vissuti con disabilità.
https://www.who.int/news-room/fact-sheets/detail/musculoskeletal-conditions
Becher B. et al., Musculoskeletal Science and Practice, 2023 – Effectiveness of therapeutic exercise for the management of cervicogenic headache: A systematic review.
https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/37479561/
Bini P. et al., Chiropractic & Manual Therapies, 2022 – The effectiveness of manual and exercise therapy on headache intensity and frequency among patients with cervicogenic headache: a systematic review and meta-analysis. 20 studi, 1.439 partecipanti.
https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/36419164/
Systematic review and meta-analyses, 2026 – Efficacy of nonsurgical interventions for the management of adults with cervicogenic headache. Revisione di 29 studi clinici randomizzati.
https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/41520459/
Ghosh S. et al., Rehabilitación, 2025 – Effect of pillow on pain, disability and sleep quality in patients with chronic neck pain: A systematic review.
https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/40633255/
Réus J.C. et al., Journal of Oral & Facial Pain and Headache, 2021 – Association Between Primary Headache and Bruxism: An Updated Systematic Review.
https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/34129658/
International Headache Society – International Classification of Headache Disorders (ICHD-3): Cervicogenic headache.
https://ichd-3.org/11-headache-or-facial-pain-attributed-to-disorder-of-the-cranium-neck-eyes-ears-nose-sinuses-teeth-mouth-or-other-facial-or-cervical-structure/11-2-headache-attributed-to-disorder-of-the-neck/11-2-1-cervicogenic-headache/